Ispirazione razionalista, innovazione materica
Per la progettazione di queste lastre dedicate al rivestimento di spazi pubblici, Lisa Tavazzani si è ispirata all’eleganza razionale e all’essenzialità formale di Mies van der Rohe, in particolare al suo iconico Padiglione di Barcellona del 1929. L’uso del marmo e dei materiali naturali in quel contesto non è solo estetico, ma progettuale: materia che diventa architettura. Allo stesso modo, queste superfici non imitano, ma reinterpretano l’effetto lapideo in chiave contemporanea, con un’attenzione alla profondità visiva e alla leggerezza strutturale.
Le lastre sono realizzate con una base in PMMA versata manualmente all’interno di stampi lucidi inclinati a 30 gradi, sfruttando la gravità per creare una naturale stratificazione dei pigmenti. L’aggiunta di un additivo tissotropico consente di mantenere ben separate le venature e i colori, così da generare un effetto marmorizzato autentico, percepibile nello spessore del materiale e non solo sulla sua superficie. La composizione cromatica si arricchisce grazie all’inserimento di pigmenti opalini, venature avorio e quarzi micronizzati, capaci di creare vibrazioni luminose e una profondità materica quasi tridimensionale.
Successivamente, le lastre vengono calibrate e abrase per migliorare l’adesione del collante. La superficie, inizialmente lucida per effetto dello stampo, viene opacizzata attraverso passaggi in levigatrice orbitale, utilizzando carte abrasive 3M a grana differenziata. Questo trattamento restituisce una finitura satinata, morbida al tatto, elegante alla vista, e coerente con l’estetica modernista che ne ha ispirato la concezione.
Con uno spessore ridotto di soli 3 mm, le lastre rappresentano una soluzione ideale per rivestimenti multipli, sia in interno che in esterno. Offrono una leggerezza strutturale che consente applicazioni su superfici verticali e curve, riducendo il peso e l’impatto ambientale rispetto ai materiali lapidei tradizionali.
Questa collezione rappresenta un dialogo tra forma, funzione e materia, un equilibrio tra innovazione tecnica e sensibilità architettonica, fedele allo spirito di Mies: “less is more”, dove ogni dettaglio è essenziale e significativo.


